
Il dibattito che si è svolto lo scorso 25 settembre presso la sala del Comune di Monte Urano, organizzato dall’Ambito 20 e dall’Associazione Famiglia Sociale di Fermo ha suscitato vivace dibattito grazie alle eccellenti relatrici: la psicologa e consulente specialista in abusi all’infanzia M.Teresa Biancardi, la Giudice togata del Tribunale per i Minorenni delle Marche Laura Seveso e l’Assistente Sociale Marilena Catini.
Alla presenza di 50 persone tra assistenti sociali, psicologhe, operatori del privato sociale e politici, si è dipanato il percorso che va dai motivi dell’abuso e del maltrattamento, alle possibili cure da approntare innanzitutto al minore oggetto di maltratamento, e poi anche alla famiglia abusante, qualora vi siano dei margini di recupero possibili.
Resta fermo che l’interesse del minore abusato deve essere prioritario e prontamente soccorso, cosa che troppo spesso non avviene.
Si è parlato molto anche della difficoltà dei servizi pubblici a sostenere le famiglie a causa della scarsità di fondi e di personale ma soprattutto per la carenza grave di volontà politica ad investire nell’affidamento familiare che sarebbe la risorsa migliore e più adeguata nella maggior parte delle situazioni.
I costi sociali ed economici che il perpetrarsi nel tempo di suituazioni di abuso arrecano alla società sono incalcolabili: le persone abusate spesso sviluppano depressione o tendono a riprodurre i comportamenti subiti una volta adulti.
I bambini abusati, sostiene la Biancardi, troppo spesso non sono deficienti come li si vuol fare apparire, ma sono bambini normali che vengono seriamente danneggiati: per questo motivo essa ama usare il termine riparazione invece che terapia: la riparazione si può fare a patto che le famiglie affidatarie vengano formate e accompagnate e sostenute nella splendida e difficile avventura dell’affidamento familiare.
Parte dei proventi del libro La cicogna miope vanno alla ragazzina “protagonista” della storia.


